Calcolo del codice fiscale
Calcolalo in un attimo e scopri come è fatto, carattere per carattere
Verifica un codice esistente
Controlla se un codice fiscale e formalmente corretto.
Il codice fiscale è la sigla di sedici caratteri che identifica ogni persona nei rapporti con la pubblica amministrazione italiana. Non è un numero casuale: ogni carattere si ricava dai tuoi dati anagrafici seguendo regole precise, fissate da un decreto del 1976. Qui puoi calcolarlo e, soprattutto, capire da dove viene ciascuna lettera.
Come è composto
I sedici caratteri sono divisi in cinque blocchi, sempre nello stesso ordine:
- Caratteri 1-3: tre lettere dal cognome.
- Caratteri 4-6: tre lettere dal nome.
- Caratteri 7-8: le ultime due cifre dell'anno di nascita.
- Carattere 9: una lettera per il mese di nascita.
- Caratteri 10-11: il giorno di nascita, aumentato di 40 per le donne.
- Caratteri 12-15: il codice catastale del comune di nascita.
- Carattere 16: la lettera di controllo, calcolata dai quindici precedenti.
Le tre lettere del cognome
Si prendono le consonanti nell'ordine in cui compaiono. Rossi diventa RSS, Bianchi diventa BNC.
Se le consonanti non bastano si aggiungono le vocali, sempre nel loro ordine: Fabbri ha abbastanza consonanti (FBB), ma Oliva ne ha solo due e diventa LVO — L, V e poi la prima vocale O.
Se anche così non si arriva a tre lettere si riempie con la X: il cognome Fo diventa FOX. Spazi, apostrofi e accenti si ignorano, quindi De Luca si tratta come DELUCA e diventa DLC.
Le tre lettere del nome, che seguono una regola diversa
Qui c'è l'unica vera insidia. Se il nome ha quattro o più consonanti non si prendono le prime tre, ma la prima, la terza e la quarta.
È il motivo per cui Francesco diventa FNC e non FRN: le consonanti sono F, R, N, C, S, C e si scartano la seconda. Con meno di quattro consonanti la regola torna quella del cognome: Mario diventa MRA, Luca diventa LCU.
Questa differenza esiste per ridurre il numero di persone che finirebbero con lo stesso codice.
Data di nascita e sesso
L'anno entra con le sue ultime due cifre: 1980 diventa 80, e anche il 2080 diventerebbe 80. Il codice fiscale non distingue i due secoli, ed è una delle sue limitazioni note.
Il mese è una lettera, ma non in ordine alfabetico: gennaio A, febbraio B, marzo C, aprile D, maggio E, giugno H, luglio L, agosto M, settembre P, ottobre R, novembre S, dicembre T. Le lettere facilmente confondibili con altre sono state saltate di proposito.
Il giorno si scrive con due cifre. Per le donne si somma 40: una donna nata il 15 avrà 55. È così che il codice indica il sesso senza dedicargli un carattere.
Il codice del comune
I quattro caratteri successivi sono il codice catastale, detto anche codice Belfiore: una lettera e tre cifre assegnate a ogni comune italiano. Roma è H501, Milano F205, Napoli F839, Torino L219.
Chi è nato all'estero non ha un comune ma uno Stato, e il codice inizia per Z: in quel caso il codice va inserito a mano, perché lo strumento qui sopra copre i comuni italiani.
Attenzione ai comuni soppressi o accorpati: se il tuo comune di nascita non esiste più, il codice corretto resta quello in vigore alla data di nascita, che può non comparire negli elenchi attuali.
Il carattere di controllo
L'ultima lettera non aggiunge informazioni: serve a scoprire gli errori di trascrizione. Si ottiene assegnando un valore a ciascuno dei quindici caratteri precedenti — con due tabelle diverse a seconda che la posizione sia pari o dispari — sommando il tutto e prendendo il resto della divisione per 26.
La conseguenza pratica è che sbagliare una singola lettera fa quasi sempre saltare il controllo. È il motivo per cui i moduli online riescono a dirti subito che un codice è scritto male, senza consultare nessun archivio.
Quando due persone hanno lo stesso codice: l'omocodia
Le regole non garantiscono l'unicità. Due persone con cognome e nome simili, nate lo stesso giorno nello stesso comune, possono ottenere lo stesso codice.
In quel caso l'Agenzia delle Entrate interviene e sostituisce alcune cifre con lettere, partendo dall'ultima: 0 diventa L, 1 diventa M, 2 N, 3 P, 4 Q, 5 R, 6 S, 7 T, 8 U, 9 V.
Per questo un codice che contiene lettere dove ti aspetteresti numeri non è sbagliato: è un codice corretto per omocodia, e resta l'unico valido per quella persona.
Se il risultato non coincide con il tuo codice
Le cause più frequenti, in ordine: il cognome o il nome all'anagrafe sono diversi da quelli che usi di solito (secondi nomi compresi), il comune di nascita è stato accorpato o ha cambiato denominazione, oppure il tuo codice è stato corretto per omocodia.
In tutti questi casi il codice giusto è quello sulla tua tessera sanitaria, non quello calcolato qui.