Resi e diritto di recesso: come funziona in Italia

Il diritto di recesso è la possibilità di restituire un acquisto fatto online senza dover dare spiegazioni. Non è una cortesia del negozio ed è la ragione per cui comprare a distanza è meno rischioso di quanto sembri: è una regola europea, in Italia dentro il Codice del Consumo, e vale anche quando le condizioni di vendita dicono il contrario. Vale la pena conoscerne i quattro numeri che contano.

Aggiornata il 31 agosto 2026

Quattordici giorni, ma da quando

Per un prodotto i quattordici giorni partono dal momento in cui lo ricevi, non da quando lo ordini: se l’attesa è di due settimane, il tempo per pensarci comincia dopo. Se l’ordine contiene più articoli consegnati in momenti diversi, si contano dall’ultimo arrivato. Per un servizio, invece, il conto parte dalla conclusione del contratto.

Dentro quei quattordici giorni basta comunicare che vuoi recedere — una email o il modulo del negozio bastano, non serve una raccomandata se il venditore non la impone come unica via. Il pacco può partire dopo: da quel momento hai altri quattordici giorni per rispedirlo.

La conseguenza pratica è che il tempo reale è più lungo di quanto quasi tutti credono. Chi il quattordicesimo giorno scopre che il negozio è chiuso non ha perso niente, purché la comunicazione sia partita.

Se il negozio non te lo ha detto, il termine si allunga

Il venditore è tenuto a informarti del diritto di recesso prima dell’acquisto. Se non lo fa, il termine non resta di quattordici giorni: si estende fino a dodici mesi. Se nel frattempo l’informazione arriva, i quattordici giorni ripartono da quel momento.

È il motivo per cui vale la pena guardare, prima di comprare su un sito che non conosci, se esiste una pagina che spiega i resi. La sua assenza non toglie il diritto: lo allunga.

Chi paga la spedizione di ritorno

Il costo per rimandare indietro il pacco è a carico di chi compra, ma solo se il negozio lo ha scritto chiaramente prima dell’acquisto. Se non lo ha fatto, quel costo resta a lui. Molti negozi offrono comunque il reso gratuito: è una scelta commerciale, non un obbligo, e può cambiare da una stagione all’altra.

Il rimborso invece comprende anche la spedizione che hai pagato all’andata — ma nella misura della consegna standard più economica offerta dal negozio. Se hai scelto la consegna espressa, la differenza resta a te.

Entro quando arriva il rimborso

Il venditore ha quattordici giorni dalla tua comunicazione per rimborsarti, con lo stesso mezzo di pagamento che hai usato, salvo che tu accetti diversamente. Un buono acquisto al posto del bonifico o del riaccredito sulla carta non può esserti imposto.

C’è però una tutela per il negozio: può trattenere il rimborso finché non ha ricevuto la merce oppure finché non gli mostri la prova che l’hai spedita. Conservare la ricevuta del corriere è quindi il modo più semplice per far partire prima il conto alla rovescia.

I casi in cui il recesso non c’è

Le eccezioni sono poche e ben delimitate. Le più frequenti negli acquisti di tutti i giorni:

  • prodotti fatti su misura o personalizzati con una tua richiesta;
  • beni sigillati che, una volta aperti, non si possono restituire per motivi di igiene o di protezione della salute;
  • beni che si deteriorano rapidamente, come gli alimenti freschi;
  • audio, video e software sigillati, se hai rimosso il sigillo;
  • giornali e riviste acquistati singolarmente (gli abbonamenti no: quelli restano recedibili);
  • alloggi, trasporti, noleggi e attività di svago legati a una data precisa — un biglietto per un concerto o una notte in albergo;
  • contenuti digitali scaricati o riprodotti subito, quando hai dato il consenso espresso e riconosciuto di perdere il recesso.

Recesso e garanzia non sono la stessa cosa

Sono due tutele diverse, e confonderle porta a chiedere la cosa sbagliata. Il recesso è il ripensamento: quattordici giorni, nessuna motivazione da dare, il prodotto è perfetto e semplicemente non lo vuoi. La garanzia legale riguarda invece il prodotto difettoso, dura due anni e non ha nulla a che vedere con i quattordici giorni.

Se il pacco è arrivato rotto o l’articolo non funziona, il riferimento è la garanzia — ne parla la guida dedicata — e i tempi sono molto più larghi.

Quanto scritto qui è un’informazione generale sulle regole applicabili agli acquisti online fra un venditore professionale e un consumatore in Italia, non una consulenza legale: per un caso specifico, e soprattutto se il negozio rifiuta, il passo successivo è il servizio clienti in forma scritta e poi un’associazione dei consumatori.